9 aprile 2012 di rosabianca
Vi fu un istante, in quel freddo pomeriggio di fine inverno, in cui la fanciulla innamorata domandò al suo cuore: “Se per lui avessi lasciato pezzi di una vita sincera? Se avessi allontanato un cielo per avvicinarmi al mare? Se avessi abbandonato una notte stellata per un’alba di pioggia?”. Ormai, era stata tra le sue braccia: non poté voltarsi indietro, pur sapendo che lui non l’avrebbe “compresa”, come lei avrebbe tanto desiderato…

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5 aprile 2012 di rosabianca
Sono un oggetto senza valore
sbattuta su una sedia ad aspettare
sono un oggetto senza valore
e non perdi niente perchè non vale
Sono un oggetto senza valore
se lo perdi adesso non è un dolore
sono un oggetto senza valore
buttata su una sedia a bestemmiare
Tu non sai niente di me
tu non sai niente di me
tu non sai niente di me
tu non sai mai niente
tu non sai mai niente, niente, niente
Sono un oggetto senza valore
come in uno specchio esisto altrove
sono un oggetto senza valore
e non mi resta che sopportare
Tu non sai niente di me
tu non sai niente di me
tu non sai niente di me
tu non sai mai niente
tu non sai mai niente, niente, niente
E non c’Ë il tempo
un altro spazio
dove ritrovare
tutto l’amore che mi manca
tutto l’amore che mi manca
Tu non sai niente di me
tu non sai niente di me
tu non sai niente di me
tu non sai mai niente
Tu non sai niente di me
tu non sai niente di me
tu non sai niente di me
tu non sai mai niente, niente, niente
Nada Malanima

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8 febbraio 2012 di rosabianca
Non è la solitudine ad uccidere, bensì la consapevolezza di una compagnia fredda e riluttante ai tuoi richiami d’amore.
Chi non è in grado di prenderti in braccio, non può nemmeno stringerti la mano lungo il cammino…

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8 febbraio 2012 di rosabianca
Sempre questa inquietudine senza senso, senza nesso,
senza effetto, sempre, sempre, sempre, questa esasperata angoscia dello spirito per niente.
(F. Pessoa)

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29 dicembre 2011 di rosabianca
Giocarsi il tempo, dico, la vita, giocarsi il tempo.
Con qualcosa o con qualcuno, con tante cose o tante persone, con niente e da soli…
Giocarsi il tempo, credendo che sia tuo, credendo che tu sia suo, credendo che tu sia mio, in una perenne illusione, mentre ci si ripara dai colpi imprevisti, proprio di quel tempo che, in realtà, è lui a giocare con noi…
E questa stupida polvere scivola via…

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29 dicembre 2011 di rosabianca
IO
Io non ebbi
luogo o tempo
in cui dimorare.
Conobbi notti
prive di stelle,
vissi inverni
rigidi e profondi.
Camminai sentieri
irti e tortuosi.
Caddi,
il mio corpo si ferì,
più volte.
La nuda terra,
arida e povera di germogli,
si nutrì col sangue delle mie mani.
I miei simili non vollero
cogliere e amare
i fiori che vi nacquero.
Conobbi la solitudine,
m’innamorai perdutamente
d’un sogno,
illudendomi che non m’avrebbe tradita, mai!
Mi coricai,
sul confine dell’Universo,
ma non ebbi il coraggio
d’andar oltre.
Stetti immobile,
indifesa e impaurita.
La luce ch’era in me,
cercò di mostrarsi
in tutto il suo splendore e,
come Sole Eterno,
provocò la mia morte,
poiché il mondo
non era pronto ad accogliermi.
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29 dicembre 2011 di rosabianca
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29 dicembre 2011 di rosabianca
Non lasciatevi portar via quel che siete, vi prego, non lo fate, a costo di rimanere soli, incompresi, non esiste malattia che possa soffocare la vita al punto da farti morire del tutto; ma non vivete nemmeno nella superficialità di voi stessi, dei vostri pensieri e dei vostri giorni. Conservare il corpo a discapito dell’anima è la rinuncia più stupida che si possa fare!Entrambi sono essenziali, sono la medesima cosa!
Io vivo di questo prestito. Il prestito dell’eternità e, quei sorrisi, non li faccio miei, non li uso, li contemplo incredula perché sono già troppo per me, come il dolore che, se ti è concesso, sei chiamato a custodire e difendere, proprio perché non è altro che un Amore più forte e più vero.
9 aprile 2010
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29 dicembre 2011 di rosabianca
Guarda quella casa. Quella casa sei tu, amore mio. Io, seduta a terra, sfinita per il lungo viaggio che mi ha condotto fino a te, sono quasi giunta alla mia meta: il tuo cuore. Mi farà sollevare la forza del tuo amore, mi darà coraggio. Attraverserò quel campo immenso che mi separa da te. Giungerò alla tua porta, varcherò la soglia: tu sarai il raggio di sole che entrerà dalla finestra più grande, illuminerai tutto l’ambiente ed io sarò abbagliata da tanto Splendore, il suo calore mi riscalderà negli inverni più freddi. Sarai l’acqua a cui mi disseterò nell’arsura, sarai quel vaso di fiori freschi che porrò delicatamente sul tavolo del salotto, il tuo profumo di primavera si espanderà in tutta la casa, donandomi un senso di pace e leggerezza. Tu, amore, sarai il pane che spezzeremo insieme, l’Amore di cui ci nutriremo vicendevolmente…per sempre…Sarai la finestra dalla quale osserverò il mondo, il luogo in cui mi riposerò, il luogo in cui gioirò e piangerò. Tu, dolce cuore, sarai la dimora del mio cuore…
30 aprile 2010

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